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Nota storico -topograficaTra la fine del 2006 e l'estate del 2008, in occasione del piano di ammodernamento della linea A della Metropolitana*, sono state promosse alcune indagini puntuali, strettamente connesse alla costruzione dell'ascensore della stazione Manzoni, alla realizzazione del nuovo pozzo di aerazione in via Emanuele Filiberto, nei pressi dell'incrocio con via Statilia, e all'attuazione della camera di aerazione e della scala anti-incendio nel pozzo di ventilazione (pozzo M) in via Emanuele Filiberto all'angolo con via Domenico Fontana 1 .La costruzione di queste opere ha fornito un prezioso contributo alla conoscenza della topografia antica della zona, di cui era già nota la frequentazione, ma documentata in maniera frammentaria e non sistematica (fig.1).Gli interventi di scavo sono stati eseguiti dove in antico era la valle sita tra le pendici meridionali dell'Esquilino e quelle nord-orientali del Celio, e nella zona ad ovest del Campus Martialis 2 .In questa area pubblica sul Celio, fuori dalla porta Caelemontana 3 della cerchia muraria del IV secolo a.C., si tenevano gli Equirria, quando non era possibile lo svolgimento delle corse dei cavalli nel Campo Marzio a causa delle esondazioni del Tevere 4 .La zona identificata come Campus Caelemontanus 5 sembra coincidere con il riferimento medioevale del Campus Lateranensis, spesso ricordato dalle fonti a partire dalla fine del VII secolo d.C., come il luogo in cui si trovava la piccola chiesa dedicata a San Gregorio in Martio (o in Marcio) 6 .Il toponimo alludeva proprio alla presenza di milizie ed appare verosimile * Gli autori ringraziano come Ente concedente, il Comune di Roma, Dipartimento VII, in particolare il responsabile del procedimento ingegnere Pasquale Donia, la Società concessionaria IM INTERMETRO S.p.a.nelle persone del Direttore dei Lavori architetto Alfredo Morellini, e dei responsabili operativi di cantiere, geometri Gaetano Bruno e Rolando Vaccari.Si ringraziano le dottoresse Mariarosaria Barbera per gli spunti di ricerca e Laura Leoni per i consigli tecnici e la disponibilità. 1 Le indagini si sono svolte con la Direzione Scientifica della dottoressa M. Barbera (SAR) e il coordinamento della dottoressa L. Leoni (SAR).Lo scavo è stato eseguito dalla CIPA s.p.a., la documentazione grafica e fotografica è stata curata dagli archeologi incaricati dottor D. Colli e dottor S. Palladino, che hanno condotto le operazioni di scavo, con il coordinamento tecnico di chi scrive.La rielaborazione grafica è stata curata da Parsifal Cooperativa di Archeologia, nella persona del dottor E. Demetrescu.Un primo intervento di restauro delle strutture e delle superfici di rivestimento è stato realizzato dai restauratori del Pronto Intervento SAR, signori Passi, Zarlenga e Catanese; i signori Danesi e Tranchida hanno curato la rimozione e il restauro delle strutture rinvenute nel pozzo della stazione Manzoni, mentre nel cantiere di Via Emanuele Filiberto -via Statilia il distacco dei lacerti di intonaco dipinto e la rimozione controllata delle strutture murarie sono state curate dal Consorzio Conart, nelle persone dei signori F. De Francesco, E. Franco e C. Scandurra.Lo scavo del pozzo della Stazione Manzoni si è svolto su un'area di circa 16 mq, fino alla quota di -13 m, dall'attuale piano di calpestio.Dall'ottobre del 2007 nell'atrio della rinnovata stazione sono esposti in una vetrina alcuni reperti provenienti dalle indagini descritte in questa sede e una ricollocazione del muro della domus di età augustea.In via Emanuele Filiberto, angolo Via Statilia, l'indagine si è sviluppata su un'area circa mq 350 che sarà occupata a fine lavori dal pozzo di ventilazione e da un nuovo tratto del corridoio dei servizi, che percorrendo longitudinalmente tutto il cantiere sostituirà quello in uso.L'area scavata fino ad oggi corrisponde al 60% della superficie totale considerata dal progetto che prevede lo scavo fino a m -8.00 dal piano di cantiere.Nel cantiere del "pozzo M", in Via Emanuele Filiberto, all'altezza di Via Domenico Fontana, alle spalle del comprensorio della Scala Santa è stata indagata un'area di circa 400 mq, fino alla profondità massima di -8 m dall'attuale piano stradale.2 Colini1944: 43 ss.; 74 ; tav.24. 3 Cic.Pis.25.61. 4 Ovidio, fasti 3.
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