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Il libro propone una serie di fotografie possedute da Gadda e, come qui si dimostra, da lui utilizzate per la stesura della Cognizione del dolore. Non si tratta di fotografie qualsiasi, ma di immagini che lo scrittore ha conservato per anni: come momenti fissati dall’obiettivo e per cio stesso selezionati, sottratti alla dimenticanza. La dolorosa contemplazione di queste fotografie e stata per Gadda generatrice di scrittura e ha enfatizzato temi e motivi che proprio nello sguardo postumo del narratore sembrano trovare la loro piu immediata e comprensibile giustificazione. Il corpus di queste fotografie si presenta dunque come insieme di frammenti memoriali privilegiati: mediazione mnemonica per oggetti e persone perdute, e insieme supporto materiale alla descrizione. Tra le fotografie che sollecitano l’attenzione del narratore ci sono i ritratti del padre, le immagini della madre e quelle del fratello Enrico, prematuramente scomparso durante la guerra. Alcune di queste fotografie richiedono allo spettatore un forte coinvolgimento, quasi una complicita di sguardo con l’autore. Con gusto un po’ ottocentesco si possono anche guardare queste vecchie fotografie come riscontro oggettivo, riprova di referenti precisi, descritti nel romanzo e ora scomparsi o mutati negli anni. La tentazione documentaria e forte, in presenza di uno scrittore di ossessiva fedelta ai dati del reale. Ancora: in questi materiali si puo trovare anche un insperato ausilio all’immaginazione, quasi fossero le illustrazioni di un libro autorizzate dall’autore. Il caso piu evidente e quello della villa di Longone al Segrino, venduta da Gadda subito dopo la morte della madre e mai piu frequentata. Se ne danno nel romanzo insistite e meticolose descrizioni, da collegare idealmente ad alcune delle immagini qui presentate. Un altro gruppo di fotografie documenta momenti significativi nella vita di Gadda: i soggiorni nella casa di villeggiatura in Brianza, durante l’infanzia e la giovinezza; l’esperienza della guerra e la prigionia in Germania; il viaggio e il soggiorno in Argentina; il matrimonio della sorella; le amicizie con intellettuali, critici e scrittori a Firenze e a Roma; i premi letterari; i riconoscimenti ufficiali e il successo degli ultimi anni. Chiudono la serie alcune fotografie-documento di Giovanni Giovannetti, scattate a Longone nel luglio 1993.
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