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È possibile rialzare all'età di Costantino la datazione di due mosaici situati sull'arco di trionfo e sull'abside della basilica vaticana di San Pietro, sulla base della reinterprctazione delle loro iscrizioni. Sulla facciata della chiesa possiamo anche ricostruire il soggetto apocalittico di un terzo importante mosaico e attribuirlo al periodo di Papa Leone Magno (440–61). Alcune sillogi del VII secolo d.C. ci informano circa la presenza dell'immagine di Costantino accompagnata da una lunga iscrizione in cui si fa allusione alla sua guarigione miracolosa dalla lebbra e al suo battesimo. Questo testo ha evitato la discussione sull'origine dell'Achis Silvestri , che ha una notevole importanza in quanto è il primo documento che attesta chiaramente questa leggenda. Inoltre esso è significativamente connesso a Papa Leone Magno — nel contesto del dibattito circa la supremazia del papa di Roma — e probabilmente con la famiglia di Costantino stesso. Infatti il mosaico fu pagato da Flavius Avitus Marinianus, pretoriano prefetto del 422 e console un anno più tardi, e da sua moglie, Anastasia, che fu probabilmente una stranipote dell'imperatore Costantino.
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