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‘CONTINUISTI’, CATASTROFISTI E LA CITTÀ DELL'ITALIA SETTENTRIONALE POST-ROMANA Negli ultimi quindici anni si è sviluppato un vivace dibattito sulla natura delle città nell'Italia settentrionale post-Romana. Tale discussione ha avuto luogo poichè resti di questo periodo rinvenuti in recenti scavi urbani si sono rivelati sistematicamente poco appariscenti. In questo articolo l'autore discute i principali articoli e libri — elencati e brevemente descritti in bibliografia — che hanno contribuito al dibattito. In particolare viene evidenziato che, sebbene gli studiosi tendono a giungere a conclusioni molto diverse su quanto ‘urbanizzate’ le città post-romane fossero, di fatto hanno molto in comune per quanto riguarda i dati specifici in discussione. L'autore ipotizza che la differenza nelle conclusioni raggiunte dagli studiosi è dovuta in gran parte alle diverse aspettative su cosa una ‘città’ dovrebbe essere. Tale divergenza è stata incoraggiata dalla natura molto diversa dell'evidenza materiale e dei testi scritti e dalle differenze in aspettativa tra romanisti e medievisti, tra autori italiani e britannici e tra storici ed archeologi. Le città dell'Italia post-romana si sono rivelate un vivace campo di battaglia nel più ampio dibattito sulla natura della ‘ Dark Age ’.
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