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Estetismo/modernismo in Italia.Sog- getto panico, soggetto dietro la siepe, soggetto pubblico: D'Annunzio, Pascoli, Palazzeschi.Per individuare alcuni aspetti significativi della problematica del soggetto poetico nella produzione letteraria italiana tra fine del XIX e inizio del XX secolo è necessario tracciare una mappa caratterizzata da complesse dinamiche.Vorrei introdurre la complessità di questa situazione ricorrendo ad una domanda analoga a quella posta da Habermas riguardo alle risposte delle diverse correnti filosofiche rispetto alla nozione positivistica di ragione e soggettività.Vale a dire: in quali modi i poeti italiani tra fine del XIX e inizio del XX secolo risposero alla nozione positivistica di soggetto?^Inrelazione a questa domanda offiirò alcune riflessioni attraverso tre specifici testi poetici: "Meriggio" di D'Annunzio, "La siepe" di Pascoli e "Una Casina di cristallo" di Palazzeschi.La scelta di questi tre poeti e dei tre testi è determinata da una relativa vicinanza delle date di pubblicazione delle poesie, dal particolare posizionamento del soggetto poetico in ciascuno di essi e, più in generale, dalla funzione che la soggettività assume nelle poetiche di questi autori.^In un contesto culturale qualificabile come "estetismo/modernismo",^un auto- re come Mallarmé aveva operato spostando sempre più tutta la tensione nella sfe- ra del significante linguistico.L'"io" diventa un "io semiotico", mentre l'io au- tobiografico si pone al di fuori, in un gesto di estraniamento che vuole segnalare anche una polemica condizione di "purezza" del linguaggio.Da parte sua, D'Annunzio non sembra invece voler scomparire come soggetto creativo.La sua risposta segue Nietzsche nella rielaborazione ed evocazione del mito e nella trascendenza panica e sensuale dell'esperienza quotidiana, trasfigu- rata attraverso un linguaggio che enfatizza la sensualità stessa, per cui l'identità individuale subisce una paradossale dinamica: essa si accresce nel suo decentra- mento rispetto alla banalità e alle restrizioni del quotidiano.Vale a dire che tale identità non si manifesta più nei modi tradizionali o romantici, bensì sembra scomparire per un eccesso di fusione panica e metamorfica tra sensi e natura.I primi 54 versi di "Meriggio" rappresentano una fase introduttiva/descrittiva, in cui la voce del poeta stabilisce il contesto naturalee privo di presenze uma- QUADERNl dualianistica Volume XV.No. 1-2, 1994
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