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Il saggio intende mettere in luce l’importanza del ruolo delle donne, e in modo particolare delle scrittrici di lirica patriottica, nel percorso risorgimentale. Dopo un veloce accenno alla bibliografia sull’argomento, il saggio passa in rassegna sia le figure maggiormente note sia quelle meno conosciute, spesso appartenenti al popolo, di donne che in vari modi diedero il loro contributo alla lotta per la liberazione d’Italia. Da questo panorama emerge chiaramente come a partire dagli anni Venti dell’Ottocento nel mondo femminile andò allargandosi sempre più la consapevolezza della propria funzione nella lotta intrapresa e della necessità che questa venisse riconosciuta dalla società, così come la convinzione che la battaglia per l’indipendenza nazionale non fosse altro che il primo passo verso nuove lotte rivolte a ottenere specifiche libertà personali, sino ad allora riservate agli uomini. Ecco allora l’importanza della scrittura femminile e la sua funzione emancipatrice. Scrittura che in questo particolare periodo si esercita prevalentemente su temi patriottici strettamente legati a eventi contingenti. Ecco allora che dalle esperienze poetiche di Giuseppina Turrisi Colonna, Cecilia Macchi, Beatrice Oliva Mancini, Elena Montecchi, Erminia Fuà Fusinato e Onestina Ricotti – alcune appiattite sugli stilemi di retorica nazionale dai toni decisamente stucchevoli, altre maggiormente rivolte a far emergere l’importanza del contributo femminile alla lotta e la necessità per le donne di adattare i loro costumi ai tempi – si arriva alla perfetta coscienza lirica di Ester Martina Cuttica, dai cui versi prorompe il grido di dolore universale di un essere umano brutalizzato dall’insensata violenza della guerra.
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