No open-access location is known for this record yet.
No open-access location is known for this record yet.
costituisce la prima collezione in inglese di saggi critici sulle maggiori opere narrative di Antonio Tabucchi.L'antologia, attraverso i quindici studi in essa contenuti, offre una visione ampia, ma allo stesso tempo precisa, delle principali tematiche che popolano il complesso universo narrativo dello scrit- tore toscano.Il volume deve essere accolto con plauso per il fatto di essere stato messo in circolazione in un momento ideale: essendo ormai state tra- dotte in inglese quasi tutte le opere dello scrittore (pubblicate da New Direc- tions), essendo cresciuta la fama intemazionale di Tabucchi grazie ai numerosi premi italiani ed esteri, ed anche ai successi sia di pubblico che di critica dei suoi romanzi e del suo recentissimo lavoro.La testa perduta di Damasceno Monteiro.È opportuno quindi sottolineare l'ottimo lavoro fatto dai due curatori.Bruno Ferraro e Nicole Prunster, ai quali non solo si deve attribuire il 'tempismo' dell'uscita del volume, ma anche la brillante idea di uno studio ad ampio respiro che sarà di grande aiuto allo specialista e, in special modo, al lettore di lingua inglese che si avvicinerà per la prima volta alle opere di Tabucchi.Il volume si apre con un saggio introduttivo di Bruno Ferraro ("Antonio Tabucchi's Actors, Characters and Ghosts") che passa in rassegna Vopus di Tabucchi, le tematiche e lo stile della sua narrativa, intercalando commenti critici a brani di interviste fatte allo scrittore, e conclude con accenni al conte- nuto dei saggi che seguono.Dopo l'articolo di Ferraro, la raccolta presenta quattro sezioni, intitolate rispettivamente: "Narrativa e società", "Tempo, ri- cordi e sogni", "Immagini e paesaggi", "Il viaggio e la 'quest'", "Storia e let- teratura: Sostiene Pereira".Nella prima sezione ("Narrativa e società"), Giorgio Bertone ("Notes for a Reconnaissance of Tabucchi's Works") esamina le tecniche narrative di "Lettera da Casablanca" (da // gioco del rovescio).Partendo dallo studio dei tempi verbali, il critico fa notare come questo alternarsi modale renda il racconto simultaneamente presente e passato agli occhi del lettore.Questa mescolanza infrange le tradizionali categorie temporali, contraendo e raccor- QUADERNÌ ditaliamstica Voi.XVIH.No. 1 .Primavera 1997 94 Flavia Brizio-Skov ciando il tempo lungo un tessuto narrativo che diventa un collage di fram- menti, di ricordi, di peregrinazioni, di oggetti, di vecchie foto, di immagini di film.Il tempo tabucchiano è per Bertone un tempo interiore di ricordi visti come desideri perduti, come desideri di altre storie, di altre vite che affiorano dal passato individuale dei protagonisti e che emergono dalle numerose possibilità che il caso ha loro offerto o negato.Le vite di molti personaggi tabucchiani sono tessute quindi intomo a un ricordo, un gesto, un oggetto, un dettaglio e, nonostante la realtà del mondo fenomenico in cui si attuano, appartengono all'immaginario e non al reale.I protagonisti di queste storie hanno un io diviso, frammentato, che si definisce nella pluralità, nella crisi, neir incertezza, nel rimorso e non nell'unità."Come nuvole o elaborati cirri di fumo di sigaretta che si dipanano nell'aria e poi spariscono", i "plot" di Tabucchi, secondo Bertone, sembrano svanire per poi ricuperare consistenza quando il "piccolo equivoco" riacquista tutto a un tratto la sua preminenza, la sua chiarezza e la sua centralità nella trama narrativa.Tabucchi non fa rivi- vere il passato, bensì "mortifica" il presente.Infatti, mentre i suoi protago- nisti sono immersi nell'oggi, l'autore trasforma continuamente con abile tec- nica narrativa, questo presente in passato sotto gli occhi dei personaggi e dei lettori.Il punto di incontro tra presente e passato assomiglia però alla linea dell'orizzonte che, come la ricerca di Spino {Il filo dell orizzonte), diventa la ricerca del punto dove infanzia, ricordi e esperienza si intersecano e si illu- minano: un luogo irraggiungibile.L'inconscio, ovvero la coscienza dei perso- naggi tabucchiani è la vera anima della narrazione, l'ordine temporale e spa- ziale tradizionali lasciano il posto al caso e alla probabilità che governano questa narrativa.Remo Bodei ("The Geometry of Equality: Antonio Tabucchi and the Civil Dimension") sviluppa invece l'aspetto esistenzialista della narrativa tabuc- chiana, osservando che, anche nei romanzi come Sostiene Pereira o Piazza d'Italia, nei quali si agita un innegabile spirito anarchico che simpatizza per coloro che si ribellano contro chi detiene il potere, la crisi di coscienza dei protagonisti trasforma il politico in uno dei tanti elementi comuni alla vita di ciascuna persona.Il politico è qualcosa di importante, ma sempre indelebil- mente connesso a altri fattori, quali i ricordi, l'infanzia, il lato nascosto delle cose, il caso, l'equivoco, i morti, i fantasmi.Nella seconda parte della raccolta, intitolata "Tempo, ricordi e sogni", Inge Lanslots ("Tabucchi's Waiting Rooms") studia T'attesa', ovvero il tempo passato dai protagonisti tabucchiani ad aspettare gli eventi e la tensione crea- ta da questa attesa, concettualizzando la struttura temporale entro la quale questa si sviluppa.Basandosi sullo schema di Wittgenstein sulle categorie dell'attesa, la studiosa mette in luce due aspetti del 'tempo interstiziale': il tempo funzionale, di solito notturno, concepito come locus propizio alle rivelazioni, e la 'pausa' creata dalla 'quest' del protagonista nel suo cammino verso l'incontro risolutivo, nel caso di Requiem, ad esempio, quello con
Loading…
Imported from OpenAlex (CC0) — nothing here is generated.