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Questo saggio costituisce il contributo ad un seminario promosso dalla Camera di Commercio di Milano che per più di un anno ha raccolto un gruppo di studiosi appartenenti a discipline diverse a riflettere sulle nuove dimensioni di Milano nel contesto dei processi di globalizzazione. Il gruppo di lavoro era costituito da M.Magatti, L.Senn, G.Sapelli, C.Ranci, B.Manghi, B.Dente, A.Colombo, C.Ciborra e R.Artoni oltre ad A.Balducci, ha discusso in profondità ciascuno dei contributi producendo al termine il volume “Milano nodo della rete globale” nel quale il saggio è inserito. Il testo documenta e spiega in una prospettiva storica le difficoltà della produzione di un progetto urbanistico per Milano nel dopoguerra. Nella prima parte vengono ripercorse le vicende delle politiche urbanistiche milanesi mettendo in evidenza la sostanziale sistematica afasia tra pianificazione urbanistica di Milano e pianificazione di livello sovralocale. Nella seconda parte vengono descritte le dinamiche evolutive e le nuove caratteristiche dell’area milanese che spingono ad abbandonare il concetto stesso di Metropoli per utilizzare quello più pertinente di regione urbana. Nella terza parte vengono esaminati i molti progetti di trasformazione in corso mettendone in evidenza le criticità legate in particolar modo alla loro incapacità a collegarsi ad una strategia urbana complessiva. Nell’ultima e conclusiva parte si cercano di individuare le strade percorribili per la costruzione di una visione capace di guidare Milano nel suo nuovo ruolo di città nodo della rete globale. Tre temi vengono affrontati: la forma della visione, la necessità di integrare le frammentarie conoscenze prodotte sulla regione urbana ed infine la necessità di interpretare l’area milanese come una policentrica città di città.
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