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VE/egia di Madonna Fiammetta è stata spesso definita il primo romanzo psicologico della letteratura europea, a causa di una scelta narrativa che non segue le vicissitudini umane come risultato di forze religiose o mitiche, ma piuttosto come effetto di interazioni tra le persone e le situazioni reali della vita sociale.Narrata in prima persona, l'elegia definisce e sviluppa il precario stato psicologico del personaggio centrale, Madonna Fiammetta, dopo che questa è stata abbandonata dall'amante.Le varie fasi della vicenda vengono rievocate attraverso i ricordi e i pensieri della protagonista, dallo sbocciare del suo amore per il giovane Panfilo fino alla «pazzia» che ne risulta, che ella stessa definisce come «infermità non curabile».Un soggetto come questo sembra invitare ad un'analisi di tipo psicologico, tanto più in quanto la narrazione è intessuta di quegli elementi che oggi siamo abituati a considerare come l'oggetto consueto delle teorie psicoanalitiche: sogni, scene isteriche, tentati suicidi, e dialettiche interiori, per non parlare dei lunghi dialoghi in chiave di autoconfessione che si svolgono tra Fiammetta e la paziente e comprensiva balia.Lo sfogo che il libro documenta, e la diligente registrazione in esso 29
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