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Il presente contributo costituisce la versione approfondita e aggiornata di quanto già pubblicato in ARCÀ, RUBAT BOREL 2014; aggiunge altresì la quasi totalità del corredo iconografico. Così come palesato dal loro nome, le coppelle si presentano come incisioni a piccola coppa, a sezione emisferica, tronco-conica o cilindrica, di diametro mediamente compreso tra 2 e 20 cm; per quantità, sono spesso presenti in notevoli concentrazioni sulle singole superfici rocciose, nonché sovente associate a canaletti di interconnessione, a formare reticoli anche complessi e articolati, ai quali può essere assegnata, per analogia formale, la definizione di “reticoli idrici”. Le prove sperimentali ne dimostrano l’esecuzione tramite percussione e/o rotazione di un utensile, per lo più litico, salvo sagomatura a scalpello metallico qualora presentino sezioni ad angolo vivo. Si tratta del “segno” inciso che gode della più alta diffusione – per quantità e per copertura territoriale – tra le rocce di tutto l’arco alpino, altresì presente sulle superfici incise di tutto il mondo. È allo stesso tempo l’elemento più rappresentativo dei petroglifi non figurativi , una categoria di segni che mostra caratteristiche ben diverse rispetto al complesso delle incisioni figurative, alle quali non è quasi mai associata, al più compresente, salvo rari casi, quale quello dei pediformi (impronte di piede o di suola); tale distinzione, oltre che ad avere buon gioco nel discriminare due classi di reperti iconici ben differenti tra loro, appare congruente anche a livello interpretativo, separando segni a valenza iconografica e simbolica da elementi di più che probabile natura funzionale-strumentale. L’inquadramento archeologico delle incisioni a coppella è particolarmente problematico, anche perché, al contrario dei segni figurativi, con i quali condivide la rarità di contesti archeo-stratigrafici, non è praticabile il confronto iconografico con oggetti ben datati e datanti , quali armi o attrezzi. Tenendo conto di queste difficoltà, e al fine di individuare utili elementi di analisi per l’arco alpino, il presente contributo intende procedere, a partire da una breve analisi della storia delle ricerche, da un lato all’approfondimento dei contesti archeologici significativi, necessari all’inquadramento cronologico, dall’altro all’esame delle situazioni ambientali – posizione delle rocce coppellate e rapporti con abitati e vie di comunicazione – potenzialmente diagnostiche ai fini interpretativi.
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