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Al centro del bacino del Mediterraneo, la Sardegna è un'"isola di vene d'argento" sfruttata per diversi millenni, dall'Antichità alla fine del XX secolo, essenzialmente nel sud-ovest dell'isola, intorno a Iglesias. È questa zona industriale, segnata dalle compagnie minerarie che l'hanno occupata e sfruttata, che è oggetto di un'indagine archeologica condotta dall'Ecole française de Rome. Per ottenere un primo inventario rappresentativo dei luoghi dove si trovano i lavori vecchi (antiche e medievali) e per avere una visione d'insieme delle loro forme, la prospezione è stata preceduta dall'esame dei piani delle concessioni minerarie dei secoli XIX e XX. La campagna del 2022 si integra con le prospezioni effettuate nel 2021. Il principale obiettivo era quello di individuare le foreste carbonizzate per alimentare le fonderie di argento e piombo. Il secondo obiettivo era quello di completare le ricerche in tre zone : Gutturu Pala (zona 4), Marganai (zona 5) e Grugua (zona 15). I lavori vecchi che contengono sono state digitalizzate, cioè 3211 occorrenze. Con l'aiuto di rilievi Lidar della regione, rilievi fotogrammetrici eseguiti da droni e ricognizioni pedonali, è stato creato un primo corpus archeologico. Ad oggi, ci sono 814 giacimenti distribuiti nell'Iglesiente in 15 zone, essenzialmente lavori minerari di superficie (pozzi, trincee, ecc), e 2913 carbonaie potenziale. Al termine di questa seconda campagna, il corpus archeologico è stato completato e soprattutto esteso alle questioni del carbone, delle dinamiche forestali e ambientali dell’Iglesiente. Lo studio delle carbonaie potrà essere condotto in modo diacronico e fornire informazioni spaziali, botaniche e cronologiche sulle antiche foreste sfruttate. Le prospezioni estensive possono essere considerate completate.
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