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I musei hanno da tempo colto le potenzialità del gioco per modificare la relazione con il proprio pubblico, cercando di rendere l’esperienza di visita più ricca, maggiormente interattiva e sempre più stimolante e coinvolgente. La transizione dal gioco al videogioco, nelle sue prime sperimentazioni, ha però rappresentato per i musei una mera trasposizione in senso digitale degli strumenti utilizzati per lo svolgimento delle attività didattiche di carattere ludico. In questo contributo viene presentata l’esperienza del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il quale ha prodotto nel 2017 un videogioco, che ha raggiunto in poco più di un anno e mezzo circa tre milioni di download. L’idea alla base di tale sperimentazione è stata quella di “portare il museo fuori dal museo”, nella convinzione che alcuni strumenti – in particolare, quelli digitali – sono in grado di amplificare la capacità di dialogo e di interazione del museo con i propri pubblici, sia in senso spaziale (oltre il suo perimetro fisico) che temporale (non solo durante l’esperienza di visita, ma anche in un momento antecedente o successivo alla stessa).
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