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L’articolo prende le mosse da un caso di studio specifico: la donazione di un marchese Ugo a Santa Maria di Pomposa, ricordata nella serie di diplomi imperiali per il monastero dal 1037 in avanti, e più latamente i rapporti intessuti da marchesi, molti dei quali contrassegnati da uno stesso nome (Ugo, appunto), con importanti enti monastici del delta padano fra X e XI secolo. L’analisi ravvicinata di questo caso intende offrire una riflessione di metodo sulle modalità di formazione e strutturazione delle liste di possessi incastonate nel testo dei diplomi e il loro impiego quale fonte storica. D’altra parte, il proposito è quello di contribuire alla messa in discussione di schemi di pensiero che sono stati influenzati dalle categorie proprie della statualità e della nobiltà di antico regime, rispondendo al seguente questionario. Che cosa significava essere marchesi nel regno italico fra X e XI secolo? Quali erano gli ambiti e le forme, di azione e di relazione, di queste persone?
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